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Per nebbia si intende la condensazione del vapore acqueo in prossimità del suolo in minuscole goccioline di acqua, che modificano le proprietà ottiche dell'aria riducendo la visibilità orizzontale al di sotto di un chilometro. La si distingue quindi dalla foschia che viene segnalata se le goccioline, meno consistenti e presenti in minor numero, permettono una visibilità inferiore ai 10 chilometri ma comunque superiore al chilometro. A titolo di curiosità aggiungiamo che si parla di caligine quando il nostro occhio non può spaziare oltre i 10 chilometri per colpa non di particelle umide ma di pulviscolo secco di varia natura. Detto questo possiamo così riassumere:


Caligine:              visibilità superiore ai 10 chilometri
Foschia:              visibilità compresa fra 1 e 10 chilometri.
Nebbia spessa:   visibilità fino a 200 metri.
Nebbia fitta:         visibilità fino compresa fra 30 e 50 metri.
Nebbia densa:     visibilità inferiore a 30 metri.


Nubi e nebbie sono entrambe il risultato della condensazione del vapore acqueo presente nell'aria, la nebbia si distingue da una nube solo per il semplice fatto che la sua base coincide con il suolo. La nebbia, proprio perchè ha la sua sede naturale vicino al suolo, come aspetto positivo mantiene i terreni leggermente più umidi durante i prolungati periodi di siccità invernale, negativi invece, rimangono i problemi legati alla viabilità sia terrestre che aerea.

Anche l'agricoltura può essere influenzata negativamente dalla nebbia, che schermando il suolo, riduce considerevolmente l'apporto di calore del sole alle colture, sia perchè l'eccessiva umidità può favorire l'insorgere di patologie nelle piante, in particolare nel periodo primaverile quando nascono e crescono i nuovi germogli.
La nebbia influenza in modo diretto anche il benessere fisiologico dell'uomo. Infatti in un ambiente molto umido e con temperature al di sotto dei 2-3 gradi centigradi, situazione molto frequente in un giorno nebbioso, l'organismo umano avverte un disagio, detto da freddo umido, che aumenta la sensazione assoluta di freddo. Questa sensazione, associata anche alla scarsa luminosità di un giorno di nebbia, è fonte anche di un maggior dispendio di energia in termini di riscaldamento e consumo di elettricità. Ultimo, ma non per importanza, è il connubio fra la nebbia e l'inquinamento. Non per nulla la parola smog deriva dall'inglese smoke (fumo) e fog (nebbia). ( http://prignanometeo.altervista.org/pagina-358847.html) Sono infatti più di uno i motivi per cui nebbia ed inquinamento vanno spesso a braccetto. Innanzitutto come vedremo meglio in seguito, le condizioni atmosferiche favorevoli per la formazione della nebbia prevedono che l'aria vicina al suolo sia statica, stagnante e quindi ideale per un progressivo accumulo degli inquinanti che non si disperdono e non si diluiscono, ma si concentrano vicino alla loro fonte, spesso e volentieri quindi in coincidenza dei centri urbani. Le particelle inquinanti aumentano inoltre la durata e la frequenza delle nebbie perchè costituiscono il supporto ideale per la condensazione del vapore acqueo in goccioline di nebbia. A sua volta la nebbia acuisce l'inquinamento: da un lato infatti le goccioline che galleggiano nell'aria incorporano gli inquinanti mantenendoli vicino al suolo, dove possono ridepositarsi sul terreno, sulla vegetazione, sulle case e su qualsiasi tipo di oggetto, dall'altro costituiscono l'ambiente ideale per le reazioni chimiche che trasformano le sostanze chimiche inglobate in prodotti particolarmente tossici e corrosivi per la loro acidità. 

Come si forma la nebbia
 

Abbiamo già evidenziato come la nebbia non sia altro che una nube la cui base è nei pressi del suolo. Ne consegue che si possa formare solo quando l'aria in prossimità del suolo stesso diventa satura e da inizio alla condensazione. Questo può avvenire per due motivi:


1. Nebbia da evaporazione. Una massa d’aria riceve altro vapore acqueo derivante dall’evaporazione dell’acqua dai fiumi o laghi, oppure dalla parziale evaporazione delle gocce di pioggia in caduta. Quest’ultimo caso è tipico quando si hanno piogge insistenti portate da un intenso flusso di correnti sciroccali.

2. Nebbia da raffreddamento. Appartengono a questa categoria la maggior parte delle nebbie che ogni anno coprono i fondovalle, le zone interne e soprattutto la Pianura Padana. La nebbia da raffreddamento si forma perchè una massa d’aria umida si raffredda ed i motivi che portano al raffreddamento le dividono in:

.nebbie da irraggiamento si formano generalmente dopo il tramonto. La temperatura degli strati d'aria prossimi al terreno si abbassa sino a raggiungere la temperatura di rugiada permettendo la condensazione di goccioline di acqua liquida. La nebbia da irraggiamento è tipica delle notti con cielo sereno (effetto serra da parte delle nubi limitato) e vento poco intenso. Sono le più frequenti sulle zone pianeggianti o delle valli interne. Sono prodotte dal raffreddamento notturno quando il terreno irraggia calore verso l'alto raffreddando uno strato d'aria via via crescente ad iniziare dal suolo. Questo processo è ovviamente favorito quando il cielo è sereno e la ventilazione molto scarsa e produce uno strato nebbioso di spessore in genere intorno ai 100-200 metri e difficilmente al di sopra dei 300 metri. Lo spessore aumenta quando un vento molto debole, comunque sotto ai 2-3 nodi(circa 305/5.5 km/h), agevola con piccoli movimenti turbolenti la propagazione del raffreddamento dal suolo verso l'alto. Comunque l'inversione termica che si genera al suolo tende a rendere molto stabile lo strato d’aria sede della nebbia, per cui il vapore acqueo si concentra nello strato più basso e non diffonde verso l'alto con il risultato che la maggior parte delle nebbie non supera i 150 mt di spessore.

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.nebbie da avvezione si formano quando l'aria umida passa per avvezione sopra il terreno freddo o una massa d'aria fredda e viene così raffreddata. Questo fenomeno è frequente sul mare quando l'aria tropicale incontra ad alte latitudini acqua più fredda.
È anche comune il caso in cui un fronte tiepido passi sopra un'area abbondantemente innevata.
Le nebbie da avvezione non sono legate ad un particolare momento della giornata, si sviluppano sul mare quando una massa di aria calda ed umida scorre sulla superficie marina più fredda e durante il giorno, quando si attivano i venti di brezza, possono raggiungere la costa. Alle nebbie da avvezione appartengono anche quelle formate da: aria calda marittima che invade durante le ore notturne la più fredda terraferma, aria fredda che dai pendii montani di notte scende e si accumula nel fondovalle.

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.nebbia da umidificazione: è la forma più localizzata ed è creata dall'aria fredda che passa sull'acqua molto più calda. Il vapore acqueo entra velocemente nell'atmosfera tramite evaporazione e la condensazione ha luogo quando il vapore acqueo raggiunge la saturazione. La nebbia da umidificazione è frequente nelle regioni polari, e intorno ai laghi più grandi e più profondi nel tardo autunno e all'inizio dell'inverno, spesso causa nebbia ghiacciata o talvolta brina.  

.nebbia frontale (o da precipitazione) si forma quando una precipitazione cade nell'aria secca dietro alla nube, le goccioline liquide evaporano in vapore acqueo. Il vapore acqueo si raffredda e al punto di rugiada condensa e forma la pioggia. 

 

.nebbia velata artica è quel tipo di nebbia dove le goccioline si sono congelate a mezz'aria in minuscoli cristalli di ghiaccio. Generalmente ciò richiede temperature ben al di sotto del punto di congelamento e quindi questo tipo di nebbia è comune solo nell'area e nei dintorni delle regioni artiche ed antartiche.

 

.le nebbie di pendio si formano lungo i versanti delle montagne quando aria umida dal fondovalle muove molto lentamente verso monte. Le nebbie di pendio sono difficilmente distinguibili dalle nubi ma vengono classificate come nebbie solo perchè la loro base è a contatto con il suolo. Si formano nel periodo estivo durante una fase di tempo stabile quando i moti delle masse d’aria sono governati dalle brezze. Durante il giorno l'aria calda e umida delle valli risale i pendii sospinta dalle brezze e, raggiunta la quota di saturazione, da luogo allo strato nebbioso.

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.nebbia congelantesi si verifica quando le goccioline di nebbia si trovano allo stato liquido (sopraffusione) nonostante la temperatura dell'aria sia inferiore a 0 °C; quando vengono a contatto con una superficie, formano depositi di ghiaccio chiamati galaverna. Ciò è frequente sulla cima di quelle montagne che sono esposte a un debole vento. È quindi equivalente alla pioggia congelantesi, che provoca il gelicidio. 

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La nebbia si forma spesso nelle valli di montagna durante l'inverno. È il risultato dell'inversione di temperatura causata dall'aria fredda più pesante che si abbassa nella valle mentre l'aria più calda che si innalza e passa sopra le montagne. Si tratta sostanzialmente di nebbia da avvezione limitata dalla topografia locale, che in condizioni di calma può durare diversi giorni.


Tutti i tipi di nebbia si formano quando l'umidità relativa raggiunge il 100% e la temperatura dell'aria scende sotto il punto di rugiada, spingendola in basso forzando il vapore acqueo a condensare.

 

Neve Chimica si verifica quando è presente un'eccessivo inquinamento, ossia le piccole gocce che compongono la nebbia catturano le particelle inquinanti in sospensione precipitando la suolo sotto forma di aghi di ghiaccio. 

Si ringrazia:

http://digilander.libero.it/meteocastelverde/