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Il Lago Santo Modenese

Il lago Santo è situato a circa 1500 mt di quota, si trova nella valle delle Tagliole nel comune di Pievepelago. Una volta giunti a Pievepelago si svolta verso il Passo Radici, e dopo un paio di km sulla sinistra l'indicazione Lago Santo, valle delle Tagliole ci porta verso questa perla dell'Appennino con la P maiuscola. La valle delle Tagliole "confina" ad est con il comprensorio sciistico della Val di Luce (Abetone) tramite il passo d'Annibale, a sud con la parete del Monte Rondinaio (1964mt)

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e verso Ovest con il Monte Giovo (1991mt).

In questa foto Altaretto e Monte Giovo con il lago Torbido in basso.

Una volta giunti al piazzale, in una decina di minuti si arriva al rifugio Vittoria o al Marchetti e ci si apre di fronte il magnifico lago sotto la parete del Monte Giovo.

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La zona del Lago Santo è chiamata Pian dei Remi perché da qui transitava l'antica Via dei Remi, quella strada interessata al passaggio dei tronchi d'albero tagliati all'Abetone e a Cutigliano che dovevano arrivare al mare per essere destinati a divenire remi per le grandi navi.
Vale la pena approfondire tutto questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Via_dei_remi
nella prima foto che ho postato in alto, si vede la via dei Remi che taglia la valle nel versante opposto al lago Santo.
Piccolo fuori tema...La via dei Remi è transitabile in macchina nel lato Toscano salendo da Bagni di Lucca. Lungo la strada che porta a Foce a Giovo visitate 

il Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano

si sale a Tereglio

poi si arriva all'Orrido di Botri, canion tra i più grandi d'Italia!!

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altro posto da visitare, Montefegatesi a pochi km dall'orrido

poi portandosi al rifugio Casentini (1200mt) e scollinando a Foce a Giovo (1711mt valico più alto dell'appennino Tosco-Emiliano) si passa in territorio Emiliano.
Da qui la strada è transitabile in jeep, ma sconsiglio vivamente un qualsiasi tentativo.
Lasciando Foce a Giovo e dirigendosi verso il monte Rondinaio (ad Ovest) si arriva al Lago Turchino, collocato sotto la parete sudst del Rondinaio.

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Rientrando in tema.

Eravamo rimasti al lago Santo, una volta giunti al lago si procede in una ventina di minuti verso il lago Baccio in direzione sud (verso il Rondinaio)

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bellissimo lago glaciale, si nota sulla destra la parete dell'Altaretto, poi proseguendo lungo il sentiero troviamo il lago Torbido, piccolo specchio d'acqua ai piedi del rondinaio (vedere foto precedente), si sale al Rondinaio lungo la pietraia.
I sentieri della zona sono segnati accuratamente, ma consiglio sempre una cartina ben dettagliata da portarsi con sè.
Una volta giunti in sommità al Rondinaio, a strapiombo sotto di noi verso il versante Toscano si vede il lago Turchino e la Via Dei Remi.
Poi svoltiamo verso ovest e si intraprende la camminata verso l'Alteretto e il monte Giovo.
Attenzione: questa zona è chiamata "le Alpi dell'Appennino", infatti abbiamo dei passaggi in cordata, nonchè dei passi stretti con i precipizi da entrambi i lati. Zona abbastanza pericolosa in quanto è battuta dal vento. Passata la Zona Altaretto (tra l'altro palestra per scalatori invernali salendo in direttissima dal Lago Baccio),

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da cui si può ammirare uno spettacolo su tutta la Garfagnana, sul mare e le sue isole ecc ecc...che dire fantastico, si sale tranquillamente al monte Giovo, 500 metri più in basso si vede il Lago Santo poi si prosegue sempre lungo il crinale, si scende lungo la parete ovest del Giovo e si tengono le indicazioni per il lago Santo e siamo arrivati al punto di partenza.

 

Opinioni personali : uno dei posti più belli della nostra zona assieme all'Abetina Reale, circa 5 ore di tempo servono per effettuare questo anello, lo si può affrontare in entrambi i lati ma in senso orario è meglio dal mio punto di vista.
Unica attenzione all'Altaretto, ripeto in montagna non si scherza, io la prima volta sono tornato indietro, l'ho affrontato una seconda passandolo ma ora tornerei indietro.
In inverno il lago è completamente ghiacciato e merita una visita, con la croce sul Giovo avvolta dal ghiaccio che domina il lago.

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Le Fonti di Poiano

Percorso semplice, tempo 10 minuti, per famiglie e morose che dopo possono prendere il sole nell'alveo del fiume secchia o nel prato antistante le fonti.Per raggiungere le fonti, Modena, Sassuolo, prendere la statale delle Radici passando per Castellarano, Roteglia, Cerredolo, in località Ponte Secchia svoltare verso Castelnuovo Monti, noterete in lontanza la sagoma della Pietra di Bismantova e 500 mt prima della località Gatta svoltare a sinistra e tenere l'indicazione Fonti di Poiano, Gessi triassici. (55minuti da Modena)Le fonti di Poiano, sono sorgenti d'acqua salata del sistema carsico dei Gessi Triassici che sgorgano con vemenza dalla roccia e sono conosciute in tutta la zona per le loro proprietà benefiche e terapeutiche, vengono infatti sfruttate efficacemente per la cura di malattie come la colecisti, per disfunzioni epatiche, diabete ed obesità.E' un'area dotata di percorsi e ponticelli in legno in mezzo al bosco e attraversato da ruscelli che escono dalla montagna in ogni punto, c'è la possibilità di fare grigliate con in aree attrezzate.

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L'alveo del fiume Secchia antistante le Fonti.

La strada che porta alle fonti, altro non è che una pista carrabile che per 5km costeggia il fiume, dopo 2,5km si trovano le fonti e alla fine i gessi triassici. Si tratta di affioramenti di gessi antichissimi, i più antichi dell'Appennino, risalenti a oltre 200 milioni di anni fa, (nella foto in basso, sormontati dalla pietra di Bismantova).  Qui il fiume ha profondamente inciso questa vasta formazione, alle pendici dei monti Rosso, Carù, Pianellina e Predale.

Queste evaporati, rarissime sul territorio italiano dove affiorano soltanto sull'1% del territorio nazionale, sono di colore bianco, a volte grigio chiaro, arancione, rosa, presentano bellissime formazioni di cristalli, ed inglobano diversi tipi di rocce, tra i quali calcari e dolomie scure. Le stratificazioni disegnano forme di aspetto caotico e contorto, a testimoniare i lenti movimenti tettonici ai quali sono stati sottoposti nel corso dei millenni.

Giunti ai gessi triassici, se volete continuare, e continuate, svoltando a destra e infilandovi tra le due pareti di gessi, la strada asfaltata vi porterà sotto la decantata da Dante Pietra di Bismantova.

Se volete salire in vetta, dal parcheggio della Pietra con un sentiero facile, in una ventina di minuti godrete di un panorama sul crinale appenninico, per poi sdraiarsi e rifocillarsi sul soffice manto erboso pianeggiante sulla sua sommità.
La Pietra è anche ottima palestra per gli amanti delle vie ferrate.

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Passo Cerreto - Alpe Succiso, Appennino Reggiano

Da Passo Cerreto (1261mt), si parte verso ovest e si mantiene il sentiero "00" fino al passo dell'Ospedalaccio, poi si svolta sul 671 sino a raggiungere il pianoro erboso delle sorgenti del fiume Secchia, rinchiuso in un anfiteatro dal monte Alto, Alpe del Succiso(2017mt) e Monte Casarola(1945mt).
Si prosegue attraverso i faggi per il medesimo sentiero e si inizia a salire sino alla Sella del Casarola. A sinistra, si sale all'Alpe del Succiso, poi si prosegue, superando in semplice cordata, verso il passo di Pietra Tagliata, per poi ridiscendere alla Sorgenti e al Passo Cerreto.
Tempo impiegato 5:00 h.

 

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