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A cura di Bortolazzi Nicolas

Vediamo a grandi linee cosa è successo nel pomeriggio del 3 maggio, quando un outbreak tornadico (3 tornado hanno colpito la nostra pianura, Castelfranco, San Giorgio in Piano, San Martino Spino) si è scatenato sulla pianura Emiliana.

A mia memoria è il primo sciame tornadico sul territorio Italiano, mentre nelle grandi pianure americane, nella famosa Tornado Alley, questo avviene di sovente dove masse d'aria fresca in quota in discesa da nord si scontrano con aria calda e umida in risalita dal golfo del Messico, nella nostra penisola questi fenomeni sono più rari.

Nella mattinata del 3 maggio sole e sereno, ma avevamo avvisato il formarsi di temporali in pianura a questo link sul nostro facebook in quanto nei giorni precedenti al suolo c'erano temperature attorno ai 24°C in pianura e un umidità che sfiorava il 90% su gran parte della regione, mentre in quota causa una seccatura veniva convogliata aria un pò più fresca e secca con risalita sud occidentale.

Nel primo pomeriggio avevamo correnti di favonio in discesa dall'appennino, difatti in pedemontana a Sassuolo, Vignola si avevano temperature attorno ai 27°C. Nella seguente immagine i vettori del vento. Notare la convergenza tra la bocca del Secchia (Sassuolo) e Castelfranco Emilia.

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Quindi gli ingredienti per la formazione di un temporale (d'ora in poi lo chiamerò Ts), c'erano tutti. Difatti già verso le ore 13 in appennino i primi cumuli congesti avevano oscurato il cielo e si portavano a ridosso della pianura, ma attorno alle 15:30 nei pressi della convergenza si è innescato il Ts. Ora i temporali hanno varie sfumature e forme, si passa da un cumulonembo senza o con incudine fino ad arrivare alla supercella. Le supercelle sono rare in Italia ma quella di questo pomeriggio è entrata nella storia della nostra regione e d'Italia a pieno diritto.

Mi trovavo a Modena e nel percorrere la complanare che da Sassuolo porta a Modena avevo notato il formarsi del temporale, qui a lato una foto dell'incudine in movimento da sud\ovest  verso nord\est. Si vedevano già le prime virghe piovose in direzione Rubiera-Marzaglia con anche il colore verdognolo tipico della grandine. Fino qui in maniera molto personale e lo dico apertamente ero convinto in un temporale con incudine, grandine ma nulla di quello che sarebbe successo da li a pochi minuti, difatti  dopo poco nell'osservare il temporale si notava una struttura ben organizzata che lasciava presagire la violenza che si sarebbe scatenata al suolo.

Il video seguente girato con il mio smartphone (grazie tecnologia che ci permetti di documentare molte cose) mette in evidenza le dimensioni della grandine e se ascoltate un mio commento dico che "non riesco a vedere se alle mie spalle c'è una supercella",(ero coperto da capannoni industriali) perchè appunto ero oramai convinto che avremo vissuto qualosa di epocale. C'erano fortissime correnti di inflow (aria che sale nel CB) che alimentavano la cella, correnti che provenivano da nord\est mentre il TS procedeva verso nord\est in direzione opposta. Anche questo particolare lo si vede dagli alberi piegati.

Nella foto a fianco i chicchi di grandine caduti a Marzaglia, anche se dovremmo chiamarli uova.

Questo è lo scatto satellitare alle ore 16:15, si vede la base (innesco) della supercella sull'alta pianura modenese e l'incudine con la sua ombra avanzare verso nord est.

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Questo è il radar che denota la violenza delle precipitazioni ore 16:10 (14:10 UTC)

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Ora siamo sotto a un violento temporale, ore 16:20, un cumulonembo con incudine raggiunge la quota di 10000 mt, ci sono forti venti ascendenti e discendi (updraft - downdraft) all'interno del CB, correnti che portano su e giù chicchi di grandine grossi come uova facendoli compattare tra loro, ma il mesociclone (il temporale rotatorio) non si era ancora formato, perchè la struttura temporalesca era ancora in fase di maturazione.

Era il preambolo, dopo poco più di mezz'ora la supercella si è presentata a Castelfranco Emilia.

Nell'immaggine a fianco schema riassuntivo di una supercella.

Quindi questa supercella si era ingrandita e copriva buona parte della pianura, da Castelfranco Emilia, fino San Martino Spino (Mirandola) e il Bolognese. nei  due video seguenti si vede chiaramente l'evoluzione dal satellite e la traccia radar della supercelle in movimento.

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Nel frattempo a Castelfranco Emilia sotto alla rain free base, si è formata la wall cloud, vedere qui, che può toccare il suolo e scatenare il tornado. Difatti purtroppo non ho immagini, molti fractus si sono uniti ed hanno iniziato a ruotare grazie a un grosso shear verticale dando luogo dapprima a un lowering e poi alla wall cloud mesociclonica. Questo è il funnel cloud che scende verso terra con già un debris cloud al suolo.

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Qui si nota bene la wall cloud, e il funnel che ormai ha toccato terra e si è trasformato in Tornado.

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Nel seguente video il terzo tornado in formazione a San Giorgio in Piano, notare dopo i 40 secondi, le pareti del fienile che crollano.

Altro evento vorticoso si è abbattuto a San Martino Spino.

Qindi all'interno di una supercella ci sono stati tre eventi tornadici.

Le principali caratteristiche di una Supercella Classica sono:
1)     Correnti ascensionali (updraft) con velocità stimate fra 240 e 280 km/h
2)     downburst con velocità superiori ai 130 km/h
3)     diametro dei chicchi di grandine anche superiore a 5 cm
4)     base con larghezza compresa fra 20 e 50 km ma con  l’incudine enorme

Tutti questi elementi sono compresi nel nostro caso. Il tornado è stato classificato secondo la scala Fujita F2, velocità del vento compresa tra 181–253 km\h Danni considerevoli. Scoperchiamento di tetti; distruzione di case prefabbricate; ribaltamento di camion; sradicamento di grossi alberi; sollevamento di auto da terra.

Scala Fujita che va da 0 a 5 (il più catastrofico).