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L'Emilia Romagna è una regione italiana situata nel nord del paese confinante a nord con Lombardia e Veneto a sud con Toscana e Marche ad est con il mare Adriatico ed a ovest-sud ovest con Liguria e Piemonte. La parte settentrionale della regione è costituita da una larga fascia pianeggiante che fa parte della Pianura Padana, spostandosi più a sud la pianura lascia il posto ad una vasta fascia collinare (100 m.s.l.m.-700 m.s.l.m.) che solo nell'estremo lembo meridionale si trasforma in vera e propria montagna (da 800 m.s.l.m. Ai 2165 m.s.l.m. del M. Cimone). Ad est come già detto la regione è bagnata interamente dal mar Adriatico settentrionale. La catena appenninica ha picchi di oltre o vicino ai 2000m.s.l.m. dalle province di Piacenza alla provincia di Bologna mentre in Romagna le montagne sono più basse. Anche la Pianura può essere suddivisa in varie parti: l'alta pianura dai 100m.s.l.m ai 50 m.s.l.m circa, la media pianura dai 50 m.s.l.m ai 20 m.s.l.m circa e la bassa pianura dai 20 m.s.l.m fino a zone sotto il livello del mare. Nelle province più occidentali che sono quelle di Piacenza e di Parma non esiste bassa pianura , ma solo media o alta. Nelle province centrali (Reggio Emilia , Modena, Bologna) invece vi sono entrambe tre le fasce. In Romagna vale lo stesso discorso per le province centrali mentre il ferrarese non ha zone ne di alta ne di media pianura ma solo di bassa pianura.

Perché questa introduzione sulle caratteristiche fisiche della regione se dobbiamo parlare di clima? La risposta è semplice in Emilia Romagna il clima è completamente caratterizzato dalla morfologia territoriale e si suddivide al suo interno di una miriade di microclimi tra loro anche molto differenti.Daremo ora una definizione generale sul clima emiliano romagnolo per poi passare ad analizzare i diversi microclimi suddividendo la regione in diverse fasce climatiche. Si rende chiaro fin da subito che si intende qui fare una carrellata delle diverse fasce climatiche regionali su larga scala in quanto l'analisi di ogni diverso microclima regionale comporterebbe l'analisi singola di porzioni territoriali veramente piccole, perché tante volte anche se ci si trova in montagna o in pianura basta spostarsi di soli 15-20 km per trovare già differenze climatiche, seppur lievi, rispetto al luogo di partenza.Il clima emiliano romagnolo può essere definito, su scala italiana , di tipo continentale con influenze mediterranee. E' caratterizzato da estati molto calde ed afose, autunni molti grigi nebbiosi e piovosi, inverni freddi umidi e con possibili nevicate su tutti i settori e primavere soleggiate e miti con piovosità elevata. Suddividiamo ora la regione in diverse fasce climatiche. La provincia di piacenza, le provincie di Parma e Reggio Emilia, la Provincia di Modena e la parte centrale ed occidentale della provincia di Bologna, il ferrarese, la parte est della provincia di Bologna e la Romagna interna, la costa.La provincia di Piacenza è la provincia più occidentale della regione confinante con Liguria Lombardia e Piemonte situata nella Pianura Padana occidentale e per questo è la zone dell'Emilia Romagna con il maggior tasso di continentalità climatica non risentendo per niente del clima mediterraneo. La montagna piacentina e la collina sono tra le zone più fredde di tutta la regione. Da estati miti soleggiate ed a tratti temporalesche si passa ad autunni molto piovosi (con i tassi di piovosità maggiori di tutta la regione) e in parte anche nevosi (soprattutto da novembre in poi). Gli inverni sono freddi e con la quasi maggioranza delle precipitazioni che cadono sotto forma di neve (sia sotto irruzioni fredde che per scorrimento di aria mite su cuscinetto freddo). Le primavere iniziano fredde ed ancora in parte nevose per poi finire miti con forti temporali alternati a belle giornate di sole. La pianura piacentina vive estati molto calde con tassi di umidità molto elevati e percezione del caldo molto superiore alle reali temperature registrate. La ventilazione è quasi sempre assente e l'afa la fa da padrona per lunghissimi periodi. Essendo però la zona di pianura più occidentale della regione e quindi la più vicina alle Alpi sia del Piemonte che della Lombardia spesso, in caso di fronti atlantici viene colpita da temporali anche di forte intensità che abbassano le temperature portando un po' di refrigerio dal grande caldo. In autunno è sicuramente una delle zone più grigie di tutta la fascia pianeggiante. Sono frequenti le giornate piovose e nebbiose con la neve che può fare le sue prime comparse a partire da metà novembre. In inverno le temperature sono fredde con gelate frequenti in caso di cielo sereno e galaverne in caso di nebbie. Anche la neve spesso si fa vedere sia durante il transito di fronti freddi da est o dalla valle del Rodano che per scorrimento di aria mite su cuscinetto freddo (in quest'ultimo tipo di nevicate la sua posizione continentale gli rilascia il primato su tutte le altre zone pianeggianti della regione). Scarsissima la ventilazione in questa stagione se non per quei pochi giorni in cui o tira la Bora ( a cui però è poco esposta vista la sua posizione così occidentale) o in cui tira il Fohn (a cui invece è più esposta). Le primavere sono in genere miti e soleggiate ma con piogge frequenti soprattutto in aprile e i primi temporali a partire da maggio.Le provincie di Parma e Reggio Emilia sono leggermente più ad est di quella appena descritta, ma nonostante questo mantengono caratteri di continentalità veramente eccellenti. La montagna e la collina vivono estati miti e soleggiate con possibilità di temporali di calore. L'autunno è molto piovoso e grigio e da fine ottobre arrivano anche le prime nevicate (sia per fronti freddi che per scorrimento di aria mite su cuscinetto freddo). L'inverno poi è molto freddo con nevicate molto frequenti (sia per fronti freddi che per scorrimento di aria mite su cuscinetto freddo) anche se non mancano le giornate piovose o soleggiate. La primavera è mite e soleggiata con possibili fenomeni nevosi ancora tra fine marzo e metà aprile e primi temporali in maggio. La pianura invece vive estati afose e caldissime soprattutto nella bassa reggiana dove si possono tranquillamente toccare picchi di oltre 39°c in caso di resistenti anticicloni africani. Se nella pianura piacentina il problema della siccità è moderato , negli ultimi anni in questa fascia invece sta diventando sempre più allarmante. Per fortuna ogni tanto alcuni temporali riescono comunque a portare qualche scroscio di pioggia e un po' di refrigerio alla grande calura. L'autunno è molto grigio piovoso e nebbioso, soprattutto nella bassa reggiana dove le nebbie possono perdurare fitte e persistenti per intere settimane portando spesso le temperature ad esser più fredde della collina o addirittura della montagna (inversione termica). Da metà novembre possono arrivare anche le prime nevicate ( sia per irruzioni d'aria fredda che per scorrimento di aria mite su cuscinetto freddo) e lo stesso vale per tutto l'inverno dove poi si fanno vedere frequenti le gelate notturne in caso di cielo sereno o galaverne in caso di nebbia. In primavera poi il clima si ripresenta mite e soleggiato con piogge soprattutto in aprile e primi temporali in maggio.La provincia di Modena e la parte centro-occidentale della provincia di Bologna hanno un clima molto simile durante tutto l'arco dell'anno. Ci siamo spostati ancora più ad est e soprattutto in collina ed in montagna si incominciano a perdere un po' quelle caratteristiche di eccezionale continentalità descritte nelle due precedenti fasce climatiche. Vediamo in che cosa. La montagna e la collina vivono estati miti con picchi di caldo isolati e di breve periodo. I temporali di calore sono però meno frequenti rispetto alle province occidentali e questo per via dell'allontanamento dal mar Ligure (fonte di umidità e temporali) e dalle Alpi occidentali (in caso di fronti atlantici). L'autunno è molto piovoso ma a tratti anche soleggiato con le prime possibili nevicate da fine ottobre. Mentre però nelle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia le nevicate avvengono sia per irruzione fredda che per scorrimento caldo su cuscinetto freddo, in questa fascia sono le prime a prevalere perché la posizione più orientale e quindi meno riparata e continentale fa si che a volte il cuscinetto freddo in quota non regga alle correnti di Libeccio e Scirocco e si sfaldi. Altre volte invece riesce a resistere egregiamente regalando bellissime nevicate da â¿¿addolcimento⿝. L'inverno è freddo e spesso nevoso ma con periodi soleggiati o piovosi in caso di Scirocco e Libeccio intenso. La primavera alterna momenti soleggiati a pause piovose con le nevicate che possono ancora cadere fino a metà aprile ed i primi temporali a partire da maggio. La pianura vive estati molto calde afose e siccitose risultando una delle zone più calde e secche non solo della regione ma dell'intera Italia.Possono capitare periodi di secca lunghi fino a 2 mesi con temperature elevate per intere settimane sopra i 35°c , con picchi di 40°c. Solo raramente i temporali riescono a portare un po' di refrigerio. In autunno il tempo è grigio e spesso piovoso e nebbioso soprattutto nella bassa pianura con nebbie che possono perdurare per intere settimane portando le temperature a diventare più basse di quelle della collina e della montagna (inversione termica). Da metà novembre può arrivare anche la neve e anche qui come per la montagna le principali cause di neve derivano da irruzioni di aria fredda, anche se non mancano nevicate da scorrimento caldo su cuscinetto freddo. Attenzione perché la zona di pianura tra Modena e Bologna nonostante sia più ad est rispetto alle province di Parma Piacenza e Reggio Emilia gode ancora di una continentalità molto forte e raramente risente di effetti climatici mediterranei. Questo significa che molte volte in inverno quando il Libeccio o lo Scirocco arrivano a scalzare il freddo in quota, la pianura protetta a sud da montagne di oltre 2000m.s.l.m. mantiene per giorni e giorni temperature gelide spesso sotto zero. In caso di precipitazioni la neve trova quindi caldo in quota sciogliendosi e trasformandosi in pioggia mentre in pianura ritrova molto freddo e temperature sotto zero gelando al suolo. Queste dinamiche costituiscono il fenomeno del gelicidio molto famoso, pericoloso e frequente in questa fascia climatica emiliano-romagnola.L'inverno è quindi freddo con gelate in caso di cielo sereno e galaverne in caso di nebbia, nevoso e piovoso. La primavera si presenta mite con piogge soprattutto in aprile e primi temporali in maggio.Il ferrarese non ha ne collina ne montagna. Non ha nemmeno fasce di media o alta pianura, è interamente bassa pianura. Il suo clima perde di continentalità più ci si sposta da ovest verso est ( verso la costa). Le estati sono terribilmente calde e molto molto umide, talmente umide che in certe mattinate si può presentate addirittura la nebbia. I picchi di caldo sono estremi e la siccità è molto frequente anche se meno frequente dell'ultima fascia climatica descritta. Essendo infatti più a nord come provincia capita a volte che alcuni fronti in scorrimento a nord del fiume Po riescano a sfiorare con temporali anche forti le zone più settentrionali della provincia portando un po' di pioggia, grandine e refrigerio dal grande caldo. La zona maggiormente piovosa in estate e più temporalesca è il delta del Po. In autunno la caratteristica principale di questa fascia climatica è la nebbia, nebbia che può durare fitta per periodi più lunghi rispetto a tutte le altre zone emiliano-romagnole, lasciando questa zona senza sole per periodi a volte vicini ad un mese e con temperature molto più fredde rispetto al resto della regione (dove c'è il sole). Anche la pioggia si fa vedere mentre le nevicate sono rarissime in questa stagione per via della grande lontananza dalle montagne. In inverno è ancora la nebbia a farla da padrona molto spesso, con temperature rigide e frequenti galaverne. Le nevicate possono cadere da Ferrara verso ovest soprattutto in caso di irruzione fredda anche se a volte possono verificarsi nevicate da scorrimento di aria mite su cuscino freddo o fenomeno del gelicidio perché questa zona gode ancora di buona continentalità (essendo lontana dal mare). Da Ferrara verso est invece le nevicate sono più rare e si hanno esclusivamente per irruzioni di aria fredda (zona molto meno continentale fino a totale perdita della continentalità sulla costa). In primavera le giornate sono ancora spesso nebbiose, soprattutto in aprile, con nebbie mattutine anche in giungo e maggio. In Aprile piove spesso e in maggio vi sono i primi temporali.La provincia est di Bologna e la Romagna interna sono le zone più ad est della regione se si esclude la fascia costiera. Queste zone hanno un clima ancora continentale ma risentono, in alcuni casi, sia in montagna ( più bassa che nel resto della regione) che in pianura di influenze mediterranee. In collina e montagna le estati sono miti a tratti addirittura calde con possibili giornate in cui tira da sud il vento di Scirocco. I temporali sono meno frequenti che nel resto della regione e sono dovuti per lo più a irruzioni di aria fresca da est. Gli autunni sono grigi e piovosi anche se non mancano giornate soleggiate e sono mediamente più caldi delle altre zone montuose della regione per via della minor continentalità e della minor altezza dei rilievi. Le nevicate difficilmente si presentano come nel resto dell'Appennino emiliano-romagnolo già da fine ottobre, ma sono più probabili da metà novembre ed esclusivamente per irruzioni di aria fredda in quanto la bassa continentalità nega quasi sempre nevicate da scorrimento mite su cuscino freddo. In inverno sono molti i giorni piovosi ed in caso di irruzioni fredde spesso nevica. Le primavere sono fresche e ventose con giornate piovose soprattutto in aprile e i primi temporali a partire da maggio. Lapianura come la montagna gode di una continentalità più bassa rispetto al resto della regione. Per questo motivo in estate il caldo è si feroce ma a volte è di tipo torrido e non afoso , perché accompagnato da vento in discesa dai rilievi o in entrata dal mare Adriatico cosa che non succede nel resto della pianura (se non in quella del ferrarese est vicino alla costa). I temporali sono rari ma in caso di aria fresca da est possono esserci, riducendo i periodi di siccità rispetto alla zona di Modena e Bologna centro-occidentale. In autunno sono frequenti le piogge e le nebbie mentre le nevicate arrivano in genere dall'ultima decade di novembre e sono quasi esclusivamente per irruzione fredda, data la minor continentalità della zona. Questo fa si che si riducano anche i rischidi gelicidio, soprattutto da Faenza verso sud est, perché non essendoci rilievi alti in quella zona, la protezione dai venti di Libeccio e Scirocco viene a mancare e le temperature si impennano sia in montagna che in pianura. L'inverno è piovoso, nebbioso e con possibili nevicate sotto irruzioni fredde. La primavera è spesso ventosa e piovosa con temporali soprattutto da maggio.La costa è l'unica zona senza caratteristiche di continentalità della regione. Risente però di una cosa rispetto a tutti gli altri tratti di costa adriatica, ovvero della presenza della Pianura Padana vicina che in inverno fa si che le temperature siano più basse rispetto alle altre zone costiere italiane. Le estati sono calde ma molto meno calde che nel resto della pianura con valori che difficilmente superano i 35°c. I temporali sono violenti e possibili in tutti e tre i mesi soprattutto per irruzioni di aria fresca da nord e da est rendendo la costa una delle zone meno siccitose della regione. In autunno le giornate sono meno uggiose rispetto al resto della regione, anche se vi sono giornate piovose, e le temperature sono molto più elevate rispetto alle zone interne. Difficilmente si hanno nevicate. In inverno spesso piove e ci sono mareggiate con forte vento, le nevicate sono rare ma si possono comunque avere in caso di irruzioni fredde continentali. Le nebbie sono possibili anche se in minor numero rispetto al resto della regione. Le primavere sono molto ventose e più fresche rispetto al resto della regione con belle giornate di sole alternate a piogge e temporali a partire da maggio.